Inaugurata oggi la mostra dell’artista Luca Caimmi negli spazi dell’Approdo, il nuovo polo culturale, interno al porto turistico, riqualificato grazie alla collaborazione tra l’associazione Karussell e la Marina di Porto San Giorgio. Anche per questa seconda “residenza”, l’artista si è concentrato su tutto quel patrimonio immateriale legato al mondo della pesca. Racconti, volti, testimonianze che emergono dalle opere di Caimmi, fanese di nascita, pittore, incisore, ceramista. “La sua ricerca artistica e la produzione editoriale si affiancano e sono unite da un forte interesse verso la natura ed il paesaggio che lo circondano”.

La Marina ed il suo presidente, Renato Marconi, proseguono nell’intento di valorizzare i propri spazi, nell’ottica di un grande rilancio delle attività del porto stesso “inteso non solo come luogo di sosta e transito dei diportisti, ma anche come muovo polo di offerta culturale e di rilevanza sociale per la comunità locale, i diportisti e quanti vorranno visitarlo”. Caimmi ha frequentato per un mese la città di Porto San Giorgio ed incontrato personaggi noti e meno noti. Uno studio sul campo, lo si potrebbe definire, da quale ha tratto gli spunti per le sue opere.

Renato Marconi

“Accontentarsi di quello che arriva dalla natura senza forzarla -scrive l’artista- portando con me tale atteggiamento anche il mio periodo di residenza è stato un prendere le cose dal mare, dalla gente intorno al mare e dalla terra davanti al mare. Aiutato dalle mareggiate che spesso lasciano cose curiose e cercando nella storia tra vecchie cartoline, libri, racconti di esperti e di vecchi marinai, sono comparse immagini di ritrovamenti insoliti: un capodoglio, un delfino, testuggini, invasioni di stelle marine. Eventi rari ma che ritornano nella vita di persone immerse in una cultura fatta di superstizioni, di rituali e racconti”. La mostra di Caimmi, intitolata “Quello che butta il mare lo prendiamo noi”, si potrà visitare fino al 31 gennaio. 

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