Ai microfoni di Radio Fm1 Angelo Ciuccarelli, Presidente della Filodrammatica dialettale Firmum, Franco Ciucani, Vicepresidente e Massimiliano Vallesi attore.  Tutti interpreti della commedia Sacciomuto in programma al teatro dell’Aquila di Fermo sabato 18 dicembre pv.

Sacciomuto! Cioè: che ne so, e che ti posso dire, vacci a capire tu, non so niente, né mi interessa sapere ecc. ecc., questo il senso della celebre espressione popolare del dialetto fermano, ormai in disuso, ma frequente negli anni 40/60, tanto conosciuta ed usata, da dare il nome al protagonista e all’opera teatrale di Leone Bernardi (Leò), notissimo personaggio fermano morto nel 1977, il quale ha influenzato e caratterizzato, con la sua poliedrica produzione letteraria, la cultura locale del novecento fermano.

L’opera fu rappresentata dalla compagnia nel dicembre del 1970, in occasione della sua fondazione ed oggi, a cinquanta anni di distanza, viene riproposta per il cinquantesimo di fondazione della filodrammatica dialettale Firmum. Dello stesso autore, lo scorso anno, è andato in scena, nello stesso teatro, il varietà musicale Fermanella.

La commedia – dramma popolare – propone teatralmente un fatto realmente accaduto nel rione di Campoleggio (Campolege) agli inizi del secolo scorso. Vi è riprodotto uno spaccato di vita quotidiana, nei vicoli del popolare e particolare rione fermano. Attraverso le varie scene l’opera disegna, in modo immediato e psicologicamente profondo, i vizi e le virtù dell’insieme sociale, i pregiudizi atavici, le inibizioni religiose, la rassegnazione alla vita magra, come destino di un’epoca ormai lontana, ma spesso ancora attuale. Si raccontano, con simpatia, le dinamiche dei sentimenti di amore, accoglienza, generosità e partecipazione, sullo scenario di un evento commovente e doloroso. L’uso della parlata locale del tempo dà ai contenuti toni più leggeri, ma non privi di sottile ironica simpatia, pur esprimendosi con un autentico idioma popolare. Perciò, affinché si possa comprendere e gustare appieno il lavoro, occorre rifarsi al periodo in cui l’intreccio fa riferimento, cioè durante la seconda guerra mondiale, al contesto locale, alle mentalità, alle tradizioni ed alla cultura di coloro che abitavano in quel popolare e vivace quartiere.

 

 

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